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I FIERI CUSTODI DI OZ

AUSTRALIAN SHEPHERD
Allevamento Amatoriale

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PEM
Una pagina dedicata a lui da Gun e Zed  con Massimiliano ed Elena

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 Pem era un cagnone nato e vissuto in Corsica. .. un randagio, un cane di strada come tanti in quell'isola dalla strana cultura cinofila. Quella Corsica in cui Max ed Elena andavano ogni anno in vacanza nel mese di Agosto. Nell'estate 2007 Pem si trovò sul loro cammino, li osservò ed iniziò a seguirli. Max non aveva cuore di lasciarlo senza acqua e cibo, e così diventarono amici: Pem li accompagnava fin dove poteva, li attendeva, stava in loro compagnia...ma la vacanza stava volgendo al termine: Pem sarebbe ritornato alla vita randagia di sempre, Max ed Elena sarebbero rientrati a Milano, anche loro nella monotonia della loro solita vita. Ma Pem (lui allora ancora non sapeva che quello sarebbe stato il suo nome per sempre) aveva deciso altrimenti...e i suoi pensieri combaciavano esattamente con ciò che Max ed Elena avevano deciso : lo avrebbero portato in "continente italiano". Era bastato il primo sguardo di Pem, tanti giorni prima, a farli meditare su questa importante scelta di vita. Quando aprirono l'auto per caricare i bagagli, dovettero stringere un bel po'..perché Pem occupava uno spazio imprevisto. Andare in vacanza in due e ritornare a Milano in 3 non era nemmeno lontanamente prevedibile per quei due ragazzi! La loro vita si sarebbe rivoluzionata, ma loro ne erano entusiasti, talmente felici da scoprire che la compagnia di Pem dava loro qualcosa che tante altre cose terrene (solo ora erano improvvisamente diventate futili) non potevano dare. Con Pem scoprirono "il cane", e l'interesse iniziò a prendere piede, fino ad incontrare per caso una disciplina sportiva in cui Pem primeggiava: l'agility! Un cane da caccia in agility? Ebbene sì. Pem aveva stupito tutti quanti, e con Max formava una coppia veramente speciale. Pem visse quasi 3 anni con loro, gli ultimi li condivise bonariamente con Gun, un cucciolo di australian shepherd che se da una parte con la sua irruenza gli aveva scombinato la vita, dall'altra gli dava la gioia di avere un compagno a 4 zampe come lui. Nessuno si sarebbe mai aspettato che Pem diventasse epilettico. Era febbraio dell'anno 2010. Pem, quel cagnone che aveva fatto ottenere dei bellissimi risultati a Max, quel cagnone che gli aveva fatto scoprire dei valori diversi della vita , quelli più veri, ... ora si era fermato. Iniziarono esami, visite, terapie...la malattia andava e veniva...si doveva trovare il giusto dosaggio dei farmaci, ma era lunghissimo arrivarci. Tra alti e bassi l'unico sostegno per Max ed Elena era la speranza. Quando la situazione peggiorò, dovettero ricorrere al ricovero: Gun restava a casa, un po' da solo e un po' con Elena, perchè Max si suddivideva tra il lavoro e la clinica. Le innumerevoli telefonate intercorse fra noi e Max non riuscivano a dargli quelle certezze che lui avrebbe desiderato sentirsi dire. I mesi passavano e arrivò dicembre. Un giorno la situazione di Pem rimase stabile per 24 ore: potevano azzardarsi a dimetterlo... e Max, incredulo, se lo portò a casa. Ci telefonò subito: era al settimo cielo. Pem stava meglio! Invece quella era la quiete prima della tempesta. Quella notte Pem entrò per la prima volta nella loro camera da letto, che gli era sempre stata vietata. Trasgredì gli ordini impartitigli e sempre osservati...quasi volesse proprio andarli a salutare....e infatti poco dopo arrivò una nuova crisi come un fulmine a ciel sereno. Anche se in fondo se l'aspettavano, la speranza che Pem non ne avesse più o che fossero molto più sporadiche era dentro di loro. Volevano crederci, volevano che la loro speranza diventasse realtà... Invece uscirono di corsa per portarlo di nuovo in quella clinica che avevano lasciato solo poche ore prima: ancora non sapevano che quella sarebbe stata la sua ultima crisi. Lasciarono Pem nelle mani dei veterinari a malincuore, perché durante la notte non era permesso a nessuno di restare là. Alle 4 del mattino una telefonata avvertì i ragazzi che Pem non ce l'aveva fatta: Pem aveva smesso di soffrire ed era salito sul Ponte dell'Arcobaleno: Max non voleva assolutamente accettare questa realtà. Era accaduto tutto talmente all'improvviso che era impossibile riuscire a rendersene conto. Pem era un bomba in agility, e questo a Max sarebbe mancato tantissimo; Pem aveva fatto sì che Max si realizzasse in quello sport... ora che avrebbe mai fatto? Max passava le sue giornate senza senso immerso nei ricordi, nei rimpianti, nei ripensamenti... Max non riusciva a superare la perdita di Pem... nemmeno Gun la aiutava! Gun aveva tutto un altro carattere, non era portato per agility, lui lavorava bene in obedience...e poi Gun era il compagno di Elena... non di Max. Max non riusciva a sentirlo "suo"...non avrebbe sentito "suo" nessun altro cane. Pem, lui voleva solo Pem, lui viveva nel ricordo di Pem, e lì si stava annullando.

In una ennesima telefonata ... tante furono in quel brutto e triste periodo, azzardai una proposta : "Max, ho il cucciolo giusto per te: questo da adulto dovrà andare a fare sport…non lo vedrei con nessun altro…ti prego, pensaci!"…Ma Max non voleva, non era pronto, non se la sentiva.... In realtà il problema più grosso (ma lo era solo per lui), era un altro. Le cure ed il ricovero di Pem avevano prosciugato tutte le loro risorse. Quando finalmente venne fuori il discorso, rimasi stupita...neanche Max non ci conoscesse. Dove stava il problema? Zed era il "Suo" cucciolo, Zed era un cucciolo stratosferico, in tutti i sensi, assolutamente inadatto ad una vita sedentaria, non poteva andare a fare il cane "da compagnia"...aveva bisogno di una persona come lui per poter dare il meglio di sé. Max doveva avere Zed..ora...Ora che era cucciolo e poteva tirarselo su come lui desiderava: per tutto il resto c'era tempo. In fondo ci conoscevamo da anni: il rapporto che si era creato fra noi era molto di più che una semplice amicizia: Max ed Elena erano e sono persone di una correttezza e di una squisitezza estrema. Noi saremmo state orgogliose se avessero accettato di prendersi a casa Zed, il maschietto blue merle figlio di Lenny e LouLou, e lo avessero fatto crescere come loro sapevano fare. Avevano reso Pem, un randagio il cui passato era completamente ignoto, un cane educatissimo, allegro ma serio, bravo, ubbidiente, un compagno di allegre gare e allegre scorribande. Dove c'era Pem c'erano i ragazzi, dove c'erano i ragazzi c'era anche Pem: con loro sempre ed ovunque. Pem e Gun erano entrambi maschi integri...eppure mai uno screzio, mai una lite, mai una baruffa...Max era un bravissimo capobranco, ed Elena una bravissima "mamma". Avremmo mai potuto avere anche solo il minimo dubbio? Max piano piano sarebbe riuscito ad accettare la mancanza di Pem...Zed non lo avrebbe mai sostituito, ma lo avrebbe aiutato a rendere la sua mancanza meno pesante. E così una bella mattina Zed partì con Gun al suo fianco per Milano. Zed, che mai prima di quel giorno aveva visto Max ed Elena, si precipitò ai loro piedi girandosi sottosopra per farsi coccolare. Bastò un'occhiata fra me e mamma per intenderci: i nostri cuccioli erano molto selezionatori, e Zed non si era mai comportato così con nessuno (tranne che con noi, ovvio!) prima di allora. Zed approvava la nostra scelta: sarebbe andato a Milano. E se ne andò scodinzolando, tranquillissimo, come se non avesse aspettato altro in vita sua, come se li conoscesse da sempre...I nostri australian spesso ci sorprendono... ma di questo siamo contente, perché significa che sono davvero equilibrati!

Max ci mise mesi e mesi prima di "lasciarsi andare", prima di farsi entrare Zed nel cuore quasi quanto Pem. Con Pem c'era stata un'intesa molto particolare...un rapporto così era difficile da ripetere. Ma ogni cagnone è fatto a suo modo, ogni cagnone rapisce il cuore in modo diverso... e Zed non ha mai mollato: voleva che Max diventasse orgoglioso di lui quanto lo era stato di Pem... e alla fine ha vinto lui. Anche se Pem sarà sempre Pem, perché il suo ricordo non sbiadirà mai.

Per questo, per ricordarlo sempre , perché tutti coloro che hanno avuto l'onore di conoscere Pem non possano mai dimenticarlo, Max ed Elena ci chiesero di inserirlo nel nostro "Ponte", perché siamo una famiglia...anzi, molto più che una famiglia! C'è qualcosa di impalpabile, di speciale che ci unisce... è qualcosa che non si può toccare, non si può vedere…si può soltanto "sentire". E non esistono le distanze, non esistono i chilometri, non esiste giorno o notte...esiste soltanto un amore comune per loro, quelle meravigliose creature che creano dei legami indissolubili fra le persone che li amano.  

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  • Giovedì 3 marzo 2011

A Pem e a tutti quelli che come me hanno perso qualcuno
e anche se non dovrebbero soffrono
 

E' la prima volta che tocco terra come per il viaggio più inatteso

per mille anni sono stato in guerra ma se dio vuole ora mi sono arreso

indifeso come un bambino che è appena nato ignaro delle spine che ha una rosa

o come un angelo offeso ed umiliato ma trionfante sul cinismo di ogni cosa

L'amore amore mio è questo non sapere e non volere niente di più dal mondo

tu mi hai sfiorato un secondo e mi hai compreso per sempre...

SONO INNOCENTE!!!

Il mio cuore si arrende... SONO INNOCENTE...

Tutto è sorprendente e sconosciuto e sembra che sei li solo per me

oggi è il primo giorno che ho vissuto... insieme a te

E' con altri occhi che vedo il mare per me stesso sono uno straniero

niente mi può fare più del male pure in catene sarei libero e leggero

L'amore amore mio è questo non avere e non cercare altro rifugio al mondo

tu mi hai sfiorato un secondo e conquistato per sempre... PER SEMPRE!!!....

E non ho rimpianti né pensieri solo la beata ingenuità

di chi è nato solamente ieri ma che domani rinascerà

SONO INNOCENTE!!!!

R. Zero... ma sono sicuro che anche Pem direbbe questo

ARRIVEDERCI...amore mio

(Massimiliano) 

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